Saturday, 15 August 2020
DimoraMagazine

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“E’ sicuramente un periodo che mette a dura prova qualsiasi convivenza. Teniamo duro “

 

Elisa chi avrebbe mai detto di trovarci in questa situazione ? Come stai vivendo ai tempi del coronavirus ?

Diciamo pure che in 30 giorni la mia vita come quella di tutti è cambiata. Prima uscivo la mattina di corsa per accompagnare il figlio a scuola e, sempre di corsa, andavo in ufficio per iniziare la giornata lavorativa che terminava rendendomi conto che non ero riuscita a fare buona parte delle cose che mi ero ripromessa di fare perché, nel frattempo, ne erano subentrate delle altre. Oggi, invece, i ritmi sono decisamente rallentati, tutto si è necessariamente rallentato e francamente di questo non me ne dispiace. E come se ci fosse stata data la possibilità di fermarci e di fare il punto della situazione sulla nostra vita, su quello che stavamo facendo e su dove vogliamo andare.

Hai cambiato le tue abitudini casalinghe?

A dir il vero ho iniziato ad avere delle abitudini casalinghe! Uscendo la mattina presto e rientrando la sera non ho molto tempo per dedicarmi alla casa e alla cucina, anche perché detto inter nos tra i fornelli sono una vera frana! Per farti capire il livello, ti dico solo che una volta ho provato a fare una torta di quelle pronte in 5 minuti dove ci sono pochi ingredienti e tu devi semplicemente metterli insieme. Ebbene sono riuscita a non far assemblare la base neanche di quella! Due sabati fa invece io e mio figlio Riccardo di 8 anni avevamo voglia di pizza, abbiamo provato a chiamare per vedere se c’è la portavano ma i tempi erano un po’ troppo lunghi, così abbiamo deciso di farla da noi. Ora siamo al secondo sabato che la facciamo e possiamo dire che, pian pianino, ci stiamo avvicinando ad una pizza mangiabile! Mi auguro comunque che questo momento rimanga anche terminato questo periodo di isolamento.

Hai qualche aneddoto da raccontarci capitato in casa ?

Un aneddoto è legato alla prima colazione del primo giorno di isolamento quando  Riccardo davanti alla sua tazza di latte ha detto a me e a mio marito bene “io oggi non ho impegni e voi?”. Io sono scoppiata a ridere perché fino alla mattina precedente in quel momento ciascuno di noi face il riepilogo degli impegni della giornata e poi, la sera,  ci si trovava a cena a parlare di quello che avevamo fatto.

Quale stanza prediligi della tua casa in questo momento ? E perché ?

In questo periodo sto riscoprendo  il terrazzo e, in particolare, delle piante che ho e che, incredibilmente, nonostante non le abbia  curate stanno germogliando. Così ho deciso che altra mission di questo periodo è quelle di dedicare loro del tempo.

Riesci a lavorare da casa ? Stai continuando a scrivere per le tue rubriche ? Come si lavora da casa con tuo marito?

Prima di questo periodo di isolamento forzato ero convinta di poter lavorare solo in ufficio. Ora non dico che non sia così, ma mi sono resa conto che molte cose posso gestirle in smart working, organizzando conference call, videochiamate con i collaboratori e con i clienti anche perché abbiamo comunque una struttura di lavoro che ci permette di poterlo fare. Certo quando rientrerò i primi giorni saranno necessari per “allinearmi”, ma nulla di insormontabile. In questo periodo dove comunque tutto è rallentato e sospeso (le attività in Tribunale allo stato sono sospese, a meno che non siano urgenti) devo dire che ho tempo per scrivere per le rubriche e anche per essere più presente “come persona” sui social, in particolare su instagram. Quando hai poco tempo infatti la priorità è quella di informare le persone dal punto di vista giuridico, ora ho anche il tempo di “metterci del mio”. Ma non solo. Ho anche tempo per valutare nuovi progetti per far capire alle persone che il diritto non ci riguarda solo quando qualcuno ci fa causa o quando ci ledono i nostri diritti. Lavorare con mio marito in questo periodo? A dir il vero non è molto diverso da un mese fa dal momento che è anche  mio socio! Forse paradossalmente ora che siamo costretti a stare in uno stesso luogo ci vediamo di più. Infatti un mese fa avendo due studi capitava che uno dei due a metà settimana lasciasse la sede di Milano per quella in provincia di Venezia: oggi non è così.

Cosa ti manca di più della vita di un mese fa ??

Mi manca poter mettere il cappotto e uscire da casa solo per poter fare quattro passi.

Molti ( si legge sui social) probabilmente divorzieranno dopo questa quarantena. Da avvocato cosa consigli ai nostri lettori per evitare “spiacevoli situazioni”?

E’ sicuramente un periodo che mette a dura prova qualsiasi convivenza. Quello che posso consigliare è di tener duro, di non fermarsi a quella che definisco la “prima fase di non sopportazione” - che è normale quando non si è abituati a condividere uno stesso spazio h 24 - perchè altrimenti la rabbia e la frustrazione che si accumula in questo periodo inevitabilmente diventa il criterio che viene utilizzato per prendere le decisioni relative al rapporto di coppia una volta terminato questo isolamento forzato e questo non deve accadere, soprattutto e a maggior ragione, quando ci sono dei figli.

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