Saturday, 15 August 2020
DimoraMagazine

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Da Milano ripartirà il mercato immobiliare che finora ha fatto da apripista per il Paese. La città si conferma la prima meta di investimento per i grandi soggetti internazionali. Quando finirà l’emergenza coronavirus è facile pensare che i primi segnali positivi si verificheranno proprio nella città meneghina. Le abitazioni diventeranno sempre di più spazi misti, all’interno delle stesse, si realizzeranno postazioni di lavoro e probabilmente i dipendenti lavoreranno tutti in smart working. Questa nuova modalità di lavoro permetterà agli imprenditori, di avere meno spese da gestire, affitti in meno da pagare, e per i dipendenti una modalità di lavoro più comoda e più sicura dal punto di vista sanitario. Il distanziamento sociale ci accompagnerà per molto tempo, a dire dei virologi, ed è inevitabile che questo è il futuro che riguarderà il mondo del real estate. Ad oggi, il mercato è completamente fermo, le visite agli immobili non si possono fare, le agenzie immobiliari sono chiuse e l’incertezza causata dal Governo non rassicura gli addetti ai lavori. La chiusura delle attività, da ormai quasi due mesi, ha già creato un buco economico importante. Si stima che, almeno 20 miliardi di euro di scambi in meno, sui 132 miliardi previsti per il real estate nel suo complesso, verranno a mancare. Le transazioni sono tutte bloccate e le procedure bancarie necessarie per erogare i mutui, già lunghe di per sé, si sono allungate ancora di più.

Lo scenario immobiliare 

Gli immobili che più risentiranno della crisi saranno quelli di tipo commerciale. E’ inevitabile infatti che molti locali rimarranno sfitti e, probabilmente quando inizierà la fase due, ossia la riapertura graduale delle attività, molte delle saracinesche che erano state chiuse forzosamente non riapriranno più. A danneggiare questa tipologia di immobile ci aveva pensato in passato l’ecommerce, oggi, è il Covid 19. Giuseppe Vella, amministratore delegato di GloriusCrew.com ha dichiarato: “Il mercato retail post “Covid 19” accentuerà la polarizzazione già evidente sul mercato tra immobili di qualità (high street) collocati nelle posizioni migliori dei capoluoghi di provincia e le restanti strutture di minore attrattività. I primi difenderanno meglio il proprio posizionamento in termini “occupancy” e “pricing”, anche a seguito delle crescenti richieste da parte delle grandi catene internazionali (Top Brands), mentre i secondi saranno maggiormente impattati dalla crisi. Nel 2021 immagino che assisteremo ad una ripresa del mercato, anche se difficilmente potrà essere recuperato per intero il terreno perso nel corso di questo anno… comunque, come qualcuno dice “il futuro è degli ottimisti” e non possiamo non esserlo!

Per non parlare delle case vacanze e degli affitti brevi. Airbnb e Booking dovranno inevitabilmente modificare le loro condizioni contrattuali e adeguarsi ai nuovi tempi.  Ci saranno dei cambiamenti per gli attori del settore immobiliare sostiene Luca Tiberio di CasediLusso.it :“Il mercato degli affitti brevi di fascia medio bassa credo che sarà quello che subirà più le conseguenze di questa situazione almeno per quest'anno. Lo dimostrano le innumerevoli disdette che ci sono state negli ultimi giorni. Sarà da capire a livello di regole cosa cambierà per gli attori del settore. Come sempre invece credo che il settore del lusso terrà. Magari avrà una leggera flessione, magari ci sarà più attenzione nella selezione dell'immobile dove trascorrere le propri vacanze ma non ci scordiamo che siamo in Italia. Ho sempre la speranza che chi governa capisca che prima di prendere bisogna dare e  che investire nel turismo, adottare degli sgravi a chi innova, finanziare a fondo perduto chi crea valore e promuovere il territorio come farebbe un'azienda, sono dei passi fondamentali per tornare migliori di come ci siamo lasciati.”

E’ chiaro che fare previsioni non è facile. Ma questa crisi è completamente diversa da quella del 2008 e la recessione sarà sicuramente più dura. Questo è un dato certo. Quali saranno quindi gli immobili più richiesti? crescerà sicuramente la domanda di beni immobili di altissimo livello in grado di offrire ambienti confortevoli, luoghi di lavoro sicuri e salubri e per il residenziale ? E’ necessario fare una distinzione geografica e sociografica del mercato immobiliare ha aggiunto Luca Tiberio: “Grandi centri quali per citarne alcuni Milano, Roma, Firenze, Bologna etc... dove il mercato era ripreso in maniera più esponenziale rispetto ad altre zona subiranno un calo delle transazioni e dei prezzi più evidente. Questo nel primo periodo, poi, smaltita la paura e con la speranza di un ritorno alla normalità ci sarà una fisiologica ripresa. D'altronde questi grandi centri sono il motore pulsante oltre che del settore immobiliare, dell'economia italiana. Credo e spero comunque che questo virus abbia fatto riscoprire il valore di possedere una casa,  come rifugio oltre che come luogo di lavoro a tante persone e che questo avvicini molti all'acquisto, sempre se il sistema lavoro e banche li sosterrà. “

E questo varrà anche per gli alberghi. Si tornerà a viaggiare ma inevitabilmente gli albergatori dovranno investire per rendere gli spazi ricettivi più sicuri e di qualità, a partire dalle procedure organizzative interne. Ne è convinto Carlo Calafiore, proprietario del Grande Albergo a Siracusa, Alfeo.it  : ““Chi opera nel turismo è doppiamente sensibile al tema delle possibili infezioni. Infatti tutte le strutture che accolgono sia i turisti che gli ospiti business dovranno riorganizzare, più che gli spazi le loro procedure interne per garantire standard igienico sanitari di gran lunga superiori e quelle fin qui adottate. La tutela infatti viene rivolta innanzitutto agli impiegati delle struttura, che giustamente hanno il diritto di lavorare in un ambiente pensato e gestito in modo che non possano, neanche accidentalmente, essere esposti al contagio.In merito agli ospiti, il viaggiatore deve potersi sentire sicuro del posto dove alloggia e dove si rifocilla. Dobbiamo essere così bravi e attenti da infondere la sicurezza della struttura. Le associazioni degli albergatori si stanno muovendo per imporsi un sistema di autoregolamentazione al fine di applicare tutti gli stessi protocolli di sicurezza e pulizia in modo da poter offrire una omogeneità di standard a chi viene in Italia”.

slider1Ingresso principale del Grande Albergo Alfeo a Siracusa, nel centro storico della città a due passi dall'isola di Ortigia.

Le idee tra gli immobiliaristi sono contrastanti. Ci sono i pessimisti ma anche quelli che ritengono che da questa situazione si potrà anche ricavare una gr ande opportunità. Ex teatri, parcheggi, cinema in disuso potranno essere acquistati a prezzi più convenienti grazie a visite virtuali senza necessità di fare alcun sopralluogo. Ad oggi però, non ci rimangono che i fatti. Tutto è fermo, e ci auguriamo che i nostri amministratori ci diano presto linee guida più chiare per uscire da questa crisi il prima possibile. 

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