Sunday, 25 October 2020

 

1 OpenSA2020 AWNTorna “Open Studi Aperti” - al via le iscrizioni - ed inaugura una settimana di eventi di architettura

 Il 6 novembre a Roma assegnati i Premi “Architetto Italiano”, “Giovane Talento dell’Architettura italiana” ed il Premio Speciale “(Ri)progettare la scuola con le nuove generazioni post Covid-19”

Roma, 14 ottobre 2020. Diffondere - attraverso l’apertura, anche in modalità virtuale, degli studi professionali ai cittadini e alle istituzioni - la cultura architettonica, testimoniare e rinnovare la sensibilità nei confronti dell’ambiente, del paesaggio, dei territori e degli spazi per sottolineare che l’architettura è un bene e un valore di tutti e per tutti. Questi gli obiettivi di “Open Studi Aperti” - giunto quest’anno alla sua quarta edizione - voluto dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori (CNAPPC) e dagli Ordini territoriali, ed in programma il 30 e 31 ottobre prossimi.

Per il Consiglio Nazionale “una apertura quella di quest’anno che, nella eccezionale situazione che il Paese sta vivendo, assume un particolare duplice significato: rappresentare, da un lato, nel rispetto delle misure di sicurezza previste dai protocolli sanitari, un rinnovato e diffuso ritorno alla socialità; offrire, dall’altro, la possibilità - in particolare ai cittadini - di toccare con mano come gli architetti, i pianificatori, i paesaggisti e i conservatori siano in grado, nella loro quotidianità, di proporre risposte nuove all’esigenza di adeguare, in modo innovativo, i diversi spazi dell’abitare, del lavoro, dello studio e della socialità alle nuove esigenze di salute, benessere e sicurezza.

Una iniziativa che - nell’edizione del 2019 - si era articolata in oltre mille eventi di architettura, o collegati all’architettura, tenuti in contemporanea in più di novanta province, con circa centomila cittadini che vi hanno partecipato.

L’edizione di quest’anno di “Open Studi Aperti” - di cui sono aperte le iscrizioni - vedrà anche, per la prima volta, la possibilità di visitare, sempre nelle giornate del 30 e del 31 ottobre, la sede del Consiglio Nazionale a Roma (Via di Santa Maria dell’Anima, 10) nei cui spazi saranno allestite una serie di mostre e ospitati incontri, dibattiti e conferenze.

“Open Studi Aperti”, inoltre, inaugurerà la Festa dell’Architetto 2020, un’intera settimana di eventi dedicati all’architettura che si concluderà il successivo 6 novembre con l’assegnazione dei tradizionali Premi “Architetto italianano”, “Giovane Talento dell’Architettura italiana” - dedicati in questa edizione al tema Scuola - e del Premio Speciale “(Ri)progettare la scuola con le nuove generazioni post Covid-19”.

E sarà proprio il tema della scuola a rappresentare il filo conduttore della Festa: c’è infatti bisogno di architettura e di architetti per non perdere l’occasione di dare al Paese strutture scolastiche innovative e a misura di bambini e di ragazzi.

Per partecipare a “Open Studi Aperti” tutte le informazioni su https://studiaperti.com/

Lo Studio Anidride Design conquista i mercati internazionali con una visione olistica e 100% green grazie alla partnership con CasaClima. 
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Architettura e sostenibilità non possono soltanto convivere, ma sono anche in grado di dar vita a una formidabile alleanza capace di rilanciare la crescita economica dei territori in cui operano. È una parte essenziale della strategia operativa dell’architetto Nicola De Pellegrini, fondatore di Anidride Design, i cui progetti si pongono l’obiettivo di ridisegnare il volto di un luogo o di brand con un metodo rivoluzionario. La sua idea è semplice: ricercare la purezza del design attraverso una strategia globale a 360° che comprenda anche un approccio circolare alla sostenibilità, con una particolare attenzione all’immediata riconoscibilità dei progetti e alla bellezza del risultato finale. 
Anidride Design cura progetti di architettura e interior design in ogni parte del mondo, dall’Italia agli Stati Uniti, riuscendo sempre a proporre soluzioni maestose e dal grande impatto estetico. Fin dal nuovo sito, https://www.anidridedesign.com%26h%3D485B38F091ABAFB3F3A31E2ED1BB1DC03871210B5E45A1BA131DF044A2F92111&source=gmail&ust=1602601118631000&usg=AFQjCNE0hUHNnWu-6wHydIIkK4R4Lrtnuw" style="color: rgb(0, 0, 238); line-height: inherit; text-decoration: underline;">https://www.anidridedesign.com, appare chiaro che lo studio ha una forte proiezione internazionale e una visione all’avanguardia. 
Integrare gli edifici e gli oggetti con l’ambiente circostante, raccontare la relazione ancestrale dell’uomo con la natura, e modellare l’identità dei brand attorno al concetto di sostenibilità. Sono principi fondamentali ai quali Anidride Design presta attenzione da sempre, e che sono già stati impiegati con successo per mutare completamente l’immagine di aziende, hotel ed edifici residenziali. A dimostrazione di questo, i progetti di Anidride Design ricevono abitualmente la certificazione energetica di CasaClima, l’ente della Provincia Autonoma di Bolzano che promuove anche diverse iniziative incentrate sulla sostenibilità e la tutela del clima. Dal 2015, ad Anidride Design si è unito anche l’architetto Giovanni Bez, consulente di CasaClima, rafforzando ancora di più il legame dello studio con la sostenibilità.  
Rilanciare i brand con la forza dell’architettura, della sostenibilità e della comunicazione visiva, dando vita a un metodo innovativo capace di migliorarne sensibilmente l’immagine. Per Anidride Design, che in questi anni ha collaborato con brand del calibro di Talenti, Fogher e a progetti d’assoluto prestigio, non è solo una strategia operativa, ma è anche – e soprattutto – una precisa missione quotidiana.  
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Sabato 10 e domenica 11 ottobre

EDIZIONE SPECIALE

Un’edizione straordinaria caratterizzata da un palinsesto ibrido, tra aperture offline e online e contenuti di approfondimento.

L’evento internazionale, che coinvolge tutta la città sotto il segno dell’architettura, non poteva mancare: per un messaggio di coralità e condivisione

Per (ri)scoprire l’architettura inedita di Milano e riappropriarsi della città

Milano, settembre 2020.

Sono ancora presenti in ognuno di noi le immagini di una Milano monumentale, vuota e silenziosa dove i profili delle sue architetture si stagliavano imponenti e solitarie nelle piazze e nelle vie. Una bellezza congelata in attesa di nuova vita.
È da questo ricordo che nasce Open House Milano 2020, un’edizione ispirata ad un forte e sentito messaggio di ripartenza, con l’intento di tornare a vivere il patrimonio architettonico della città e di riaprire le sue porte.

Dal 2016 infatti, OHM celebra il l’architettura e l’urban design del capoluogo lombardo aprendo in un solo weekend più di 100 siti solcando varie epoche e stili oltre a testimoniare la sua trasformazione, la riqualificazione delle zone periferiche, la verticalità dello skyline contemporaneo e la valorizzazione del patrimonio storico-artistico.

33.000 visitatori hanno partecipato alla quarta edizione (2019) della kermesse, nata a Londra nel 1992 e che coinvolge internazionalmente 55 città riunite nel circuito Open House Worldwide, registrando così un trend in crescita della manifestazione a cui partecipano, nel mondo, 1.850.750 persone in un solo anno.

Nel 2020 OHM torna adattandosi al contesto attuale, riformulando le consuete modalità organizzative e introducendo alcune novità che arricchiranno il programma di aperture fisiche con contenuti speciali e aperture digitali.
Un modo per celebrare la milanesità mettendo in primo piano i protagonisti dell’ambito creativo e progettuale della città, per un’edizione corale dove sarà possibile condividere esperienze, scoprire spazi privati ed esclusivi, in una narrazione polifonica che restituirà una fotografia della poliedrica scena culturale milanese.

Novità dell’anno 2020 è anche l’Open House World Wide Marathon, una 48 ore di aperture digitali che il 14 e 15 Novembre coinvolgerà il network internazionale con una programmazione del best of di ogni singola edizione.

Il dna della manifestazione, da ricercarsi nella formula “aperture straordinarie e visite guidate gratuite”, è mantenuto nell’edizione 2020 dimostrando così come l’iniziativa sia un evento della città per la città. Proprio per la sua mission, l’iniziativa è stata sostenuta dal Comune di Milano sin dalla sua nascita e così l’Assessore alla Cultura Filippo del Corno introduce l’edizione di quest’anno:

Il paesaggio urbano è il risultato dell'incontro nella storia di diverse competenze e talenti: capacità tecniche e creatività, funzionalità applicata e progettualità. Scoprire o riavvicinarsi ad alcune tra le presenze più significative di questo paesaggio arricchisce il senso di appartenenza della comunità cittadina, soprattutto nella fase così particolare che stiamo attraversando. Auspico quindi grande successo a questa iniziativa, che arricchisce la consapevolezza del nostro passato per consentirci di conoscere in profondità il presente e pensare con lucidità il futuro.

IL PROGRAMMA

ll programma di aperture fisiche sarà una selezione di 25 siti che ci permetteranno di osservare da vicino la complessità di una città in trasformazione ma connotata da un heritage corposo e distintivo da scoprire nei vari sestieri - Porta Orientale, Romana, Ticinese, Vercellina, Nuova e Comasina - in cui era anticamente suddivisa.

Nel rispetto delle politiche vigenti, gli accessi sono contingentati e tutte le visite del weekend sono su prenotazione a partire dal 1 ottobre, dal sito openhousemilano.org

Alcune anticipazioni del palinsesto di aperture sono Area Mind, il progetto in fase di realizzazione nell’area Expo, un progetto di uffici all’interno di Palazzo Montecatini di Giò PontiPalazzo ViscontiCasa Boschi di Stefano e Casa Lago dove sarà possibile visitare l’esclusiva mostra Living Women realizzata in collaborazione con Casa degli Artisti Milano. Ci sarà la possibilità di visitare studi di architetti e showroom d’autore, complessi residenziali come Opificio Magolfa, dove il green è protagonista, ma anche hotel storici come il Grand Hotel et de Milan.

Arricchiscono il programma alcuni itinerari da effettuare in esterna come quello proposto dalla rivista Abitare “Milano, Moderno da salvare” per sensibilizzare i visitatori sulla tutela dell’importante patrimonio architettonico del ‘900 che caratterizza la città, oltre al percorso dedicato alla riqualificazione delle periferie a cura di Atlante Periferico, progetto di Super Festival delle Periferie. Sarà possibile partecipare anche al tour gestito da Museolab che coinvolgerà zona Tortona e l’area che si estende dietro in Naviglio Grande per conoscere dal vivo alcune delle architetture postindustriali più rilevanti della città.

Il programma di aperture digitali coinvolgerà, invece, le case e gli studi privati che saranno aperti con dirette social per restituire l’esclusività dell’evento che accade, non ripetibile. Sarà un percorso con protagonista l’interiors con spazi da conoscere per ispirarsi e trovare nuovi spunti creativi.

Alle aperture offline e online, si aggiunge il palinsesto di contenuti speciali con una serie di interviste ed approfondimenti realizzato con il coinvolgimento di esponenti della scena creativa milanese che ci racconteranno le proprie esperienze professionali, progetti, curiosità e un luogo. Tra artisti, architetti, critici, curatori, galleristi, fotografi, professionisti nel campo del real estate, tutte le conversazioni avverranno sullo sfondo di magnifici siti o all’interno di spazi esclusivi legati alla narrazione di chi parla.

Spazi e voci, architettura e arte, interiors e cantieri, studi e luoghi iconici della città: come un grande canale on demand i contenuti saranno fruibili durante la manifestazione e anche in seguito dando vita ad un corpus di testimonianze attuale e composito.
Tra le interviste ci sarà il contributo dell’artista Edoardo Tresoldi che ci racconterà il suo studio, l’Arch. Piero Lissoni per una riflessione su design e architettura, Elisa Poli storica e critica dell’architettura, con la quale siamo entrati nella galleria Massimo De Carlo (Corbellini -Wassermann), UniCredit Tower raccontata da Roberta Marracino, Responsabile ESG Strategy e Impact Banking di Gruppo e Marco Coggi Responsabile Real Estate & Logistic Italia, Francesco Maggiore, presidente della Fondazione Dioguardi, che ci illustrerà l’esperienza del Cantiere Evento che ha coinvolto il Teatro Lirico, Francesco Jodice che ci mostrerà il progetto fotografico realizzato per il cantiere di Santa Giulia e molte altre testimonianze da non perdere.

L’iniziativa è realizzata con il patrocinio del Ministero dei Beni e le attività Culturali, del Comune di Milano e dell’Ordine degli Architetti di Milano; con il contributo di Fondazione Cariplo e il sostegno di UniCredit SpA, e Attilio Todaro Immobiliare.

UniCredit è lieta di sostenere Open House Milano, quest’anno nella sua veste digitale, perché iniziativa capace di innescare un circolo virtuoso intorno al patrimonio architettonico culturale milanese di cui UniCredit Tower è diventato simbolo iconico e di diffondere i temi della sostenibilità ambientale, sociale ed economica propri del dna della banca.

L’edizione 2020 è stata realizzata in collaborazione con Altavia, Lucia Mannella Comunicazione e PLEF.

Open House Milano è anche l’omonima associazione culturale, promotrice e organizzatrice dell’evento nata nel 2015 all’interno dell’associazione PLEF e che si è sviluppata grazie alla volontà di un gruppo di professionisti provenienti dal mondo dell’architettura, del design e della comunicazione oltre ad esperti di sviluppo sostenibile.

Mission di Open House è promuovere il tema della città aperta e inclusiva, facilitando il dialogo fra pubblico e privato, fra cittadinanza e impresa, accrescendo il senso di appartenenza al proprio territorio e la condivisione della conoscenza architettonica.

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Come si tutela l’opera del designer?

Il 28 settembre e il 10 ottobre 2020 segnano l’inizio e la fine della Milano Design City.

Un evento importante per la città di Milano che, dopo aver trascorso mesi difficili, riparte e lo fa, come sempre, in gran stile. Due le parole d’ordine sono al centro dei dibattiti, degli incontri e degli eventi che in questi giorni si stanno svolgendo nel capoluogo meneghino: creatività e design industriale.

A questo tema si collega poi un altro aspetto, ossia quello della tutela del design industriale (profilo questo che si affronterà in seguito).

Creatività, ossia la capacità di scostarsi dallo schema originale, e design industriale, cioè la progettazione ove scienza e tecnica vengano utilizzate per migliorare l’estetica, la funzionalità e la commercializzazione di un prodotto.

Due profili che apparentemente nulla hanno a che vedere l’un con l’altro.

“Apparentemente” si è detto. Sì perché i designer proprio in questi giorni dimostrano con le loro creazioni che creatività e design sono, invece, aspetti complementari tra loro. Rimane fermo un concetto cardine, ossia quello che la creazione per risaltare necessita di un contesto adatto.

Per questo Michael Milesi, interior designer di origine bresciana ma milanese di adozione, fonadtore di Millesimi Design, ha accettato con piacere l’invito dell’azienda marchigiana Voile Blanche Society di esporre, durante la Milano Design Week, la sua collezione “I Mori” all’interno dello Store di Via Durini. Lo store infatti è un contenitore di cose preziose pensato e rivolto alle persona: non solo per gli oggetti venduti, quali scarpe e borse, ma anche per il modo, il contesto elegante e i toni delicati con cui vengono esposti.

Per questo Michael Milesi ha ritenuto che lo store fosse la location ideale dove il suo prodotto - che ridisegna un eccentrico simbolo della tradizione siciliana - potesse essere esposto.

La collezione realizzata dall’interior designer si compone di pezzi d’artigianato che, da una parte, viene decontestualizzato e riprodotto in resina (materiale leggero e funzionale) e, dall’altra, viene creato con un design che, espressione di più stili e culture, realizzano delle opere che sono una rivisitazione contemporanea del mito “Il Moro afro-americano” e “La Mora italo-mediterranea” in un re-made in Sicily, seen in Milano.

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Come si tutela il design industriale?

L’autore di una forma o di un disegno, cioè, può impedire che altri soggetti facciano parimenti uso nel mercato dello stesso disegno o della stessa forma?

La risposta è affermativa. L’autore o il suo avente causa possono ottenere tutela attraverso una serie di istituti che il legislatore ha previsto e disciplinato in parte nel codice civile e in parte nel codice della proprietà industriale.

In particolare si ricorda l’istituto della registrazione del disegno o della forma. Per inciso, si è utilizzato il verbo registrare e non brevettare in quanto viene brevettata una invenzione che si concretizza in una soluzione ad un problema fino a quel momento non risolto.

Pertanto quando si vuole tutelare l’estetica di un prodotto, ossia le sue linee, i suoi contorni, la sua forma si procede con la registrazione del disegno (si tutela il design)  o della forma (si tutela il modello). In tal modo l’autore o i suoi aventi causa hanno, da una parte, l’uso esclusivo del prodotto, e dall’altro, il diritto di vietare a terzi l’utilizzo senza il suo consenso, ossia di tutelarlo da atti di concorrenza sleale.

La durata della registrazione

La durata della tutela derivante dalla registrazione è fissata dalla legge in 5 anni dalla data di deposito della domanda di registrazione e può essere prorogata per uno o più periodi di 5 anni fino ad un massimo di 25 anni.

Tutela nazionale e comunitaria

Il designer può trovare tutela non solo a livello nazionale, ma anche a livello comunitario. Al fine di fornire una copertura giuridica uniforme in tutta la Comunità Europea, infatti è stato  istituito un regolamento unico, il "Regolamento (CE) n. 6/2002 del 12 dicembre 2001 su disegni e modelli comunitari" e un ufficio unico, Marchi della Comunità Europea (EUIPO), o più sinteticamente ’Ufficio’, con sede ad Alicante (Spagna).

Avv. Elisa Boreatti

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www.millesimidesign.com

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